Pochi artisti hanno intrecciato vita e arte quanto Yolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, che

partendo dall'Egitto ha conquistato la Francia e il mondo. Artista bella e talentuosa, di un

perfezionismo al limite dell'assurdo, è stata una donna sensibile e fragile, che ha in continuazione

ricostruito il puzzle della sua vita, alla ricerca della felicità. Rompendo gli schemi, Yolanda, di origine

calabrese, emigra giovanissima a Parigi, dove raggiunge il successo, diventando Dalida. Molti i suoi

compagni, cocenti le delusioni d’amore e l'ombra del suicidio sempre in agguato. Il grande amore

distruttivo e travolgente, che segnò la sua vita, fu quello con Luigi Tenco. Nella sua musica sono

confluiti i tormenti, le inquietudini, le più dolorose esperienze private. Dalida muore nella notte tra il 2

ed il 3 maggio 1987 per un cocktail di barbiturici e whisky, a 54 anni. Secondo il fratello Bruno,

Yolanda si è suicidata per uccidere Dalida: "Il conflitto tra la donna e l'artista era ormai insaniabile.

La voce recitante di Monica Briganti e le canzoni cantate da Francesca Romana Perrotta e Andrea

Amati accompagnati da Mirko Guerra alla chitarra elettrica e da Fabrizio Flisi al pianoforte

raccontano la vita di Dalida attraverso le parole delle sue canzoni di maggior successo. La sua

musica, sotto questa ottica, si conferma la sua più fedele autobiografia.