Un ritratto teatrale di Alexander Langer, figura centrale della storia politica, culturale ed ecologista italiana ed europea del secondo Novecento. Una vita in prima linea, senza sconti, senza omertà, senza mai chiudere gli occhi. Alexander Langer, italiano sudtirolese di lingua tedesca e cultura profondamente mista, è stato il grande simbolo del dialogo tra culture, etnie e popoli, con la convinzione che solo l’abbattimento dei confini possa offrire risposte ai problemi del mondo. Analista lucido e profetico, i suoi scritti restano un faro nella notte. Amico di don Milani e padre Balducci, impegnato nella sua terra di confine, in Italia e in Europa, Alex – come volle essere chiamato, a cavallo tra le sue due lingue madri – è stato una spina nel fianco delle coscienze. Ha saputo intrecciare questioni apparentemente lontane: povertà, crisi idrica, ambiente, sfruttamento del pianeta, diritti, pace e convivenza. Cattolico francescano, ambientalista e di sinistra, innamorato di san Cristoforo e della necessità di portare sulle proprie spalle il peso del mondo prima che tutto vada in frantumi, Langer ci ha lasciati troppo presto. A trent’anni di distanza, le sue ultime parole conservano intatta la loro forza: «Me ne vado più disperato che mai», ma anche «Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto». Questo racconto partigiano vuole tenere viva quella fiamma, nel suo ardore doloroso e indispensabile. Fino alla fine del mondo.

Compagnia

Dimitri Frosali Arezzo

Dimitri Frosali è uno degli attori storici di Arca Azzurra Teatro, importante realtà toscana fondata attorno al lavoro di Ugo Chiti. È parte del gruppo degli interpreti che ne hanno caratterizzato la storia e la ricerca teatrale.  Nel corso della sua carriera ha lavorato nel teatro di prosa e nella drammaturgia contemporanea, alternando il lavoro con Arca Azzurra a progetti autonomi.